Avendo suscitato un certo interesse a riguardo nello scorso articolo, in cui si accenna ad una “vecchia gestione”, è giunto il momento di affrontare il discorso.

La storia inizia così:

I primi prototipi mipiacemolto.it

I primi prototipi nella prima selezione cromatica.

Nel lontano 2012, Andrea Casoli, responsabile commerciale di Imar srl, entra in contatto con un designer in cerca di un’azienda metalmeccanica in grado di realizzare cassette postali personalizzate, essendo Imar srl specializzata nella lavorazione dell’acciaio, seppur nell’ambito dell’arredo bagni e parrucchieri, settore in cui oggi si afferma sia in Italia che all’estero. L’azienda accetta la collaborazione, da cui nascerà una nuova società

(A destra una foto dei primi prototipi)

  

Viene così concepito il brand mipiacemolto.it (marchio registrato Imar srl), come start-up che elegge il Web come unico canale di vendita di arredo di design Made in Italy, vantando una realtà affermata nell’arredamento in metallo e lamiera come fornitore diretto. Il sito e-commerce www.mipiacemolto.it offre infatti articoli e complementi d’arredo creativi e innovativi, unendo l’estetica funzionale e la qualità tipiche del Made in Italy. Il Brand punta tutto sulla customizzazione dei propri prodotti, combinabili tra una vasta ma accuratamente selezionata gamma di designs e particolari sfumature cromatiche, adattabili a gusto e stile di ogni cliente. Il catalogo infatti è in continua espansione, contando sulla cooperazione di numerosi designers, affascinati dalla sfida di un Brand in fiore.

   

M. Casoli Imar srl

Michele Casoli (36), amministratore unico Imar srl

La gestione commerciale rimane affidata ad altri soci dell’azienda, finché l’imprenditore e designer Michele Casoli intraprende l’iniziativa di assumere il pieno controllo della start-up e creando così uno spin-off di Imar srl, permettendogli di ampliare il proprio mercato. Ora la giovane promessa di mipiacemolto.it sta crescendo facendosi strada nel commercio elettronico, mettendo in gioco tutto il suo arsenale di estrosi animaletti in metallo verniciato, pronti ad invadere case e locali.

Appoggiandosi al know-how e alla reputazione consolidata dell’azienda famigliare fondata nel 1955, la progettazione, realizzazione e produzione sono completamente internalizzate, avvalendosi delle tecnologie più all'avanguardia e focalizzandosi su innovazione e sviluppo. Non trascura, però, la sostenibilità: siamo fieri di lavorare in un'azienda a basso impatto ambientale e che promuove soluzioni eco-friendly, come la raccolta differenziata e l'utilizzo di energia rinnovabile tramite pannelli solari amorfi, insieme ad altre iniziative certificate, per tutelare la campagna urbinate che ci ospita e ispira.

Solo la verniciatura rimane esterna… ma ci stiamo lavorando.

  

 

Partecipazione e condivisione

 

Giovane anche nello spirito: tutte le dipendenti hanno meno di trent’anni (maggioranza femminile), l’amministratore sotto i quaranta, e non solo. L’azienda infatti ha recentemente avviato una collaborazione con l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Gli studenti partecipano a diretto contatto con l’azienda, aperta a nuove idee e stimoli creativi, al progetto di restyling aziendale, percependo una necessità di aggiornamento sia del business plan che del sito e-commerce, rimasto finora immutato. Nonostante il consiglio di alcuni di un renaming e rebranding, ciò che assicuriamo non cambierà, è l’identità aziendale. Questo processo di riassestamento – tuttora in progresso – potrà comportare dei momentanei malfunzionamenti della piattaforma, prezzo che verrà ripagato con l’inaugurazione di un nuovo e-commerce progettato su misura, con grafica accattivante e funzionale. A sostegno, una nuova gallery multimediale in fase di realizzazione, proposta che ha richiamato l’attenzione e le candidature di fotografi da tutta Italia.

  

In linea con la filosofia aziendale sproniamo i nostri followers e lettori a partecipare alla crescita di mipiacemolto.it e condividere le proprie idee per questo rinnovo creativo.

Cosa cambieresti? E quale pensi sia il punto da valorizzare di questa start-up?